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Glue’s Avenue

Italian Acoustic Trio degli Glue’s Avenue, affondano le proprie radici nel cantautorato italiano arrivando alla canzone folk americana. Autori di propri brani inediti, abbiamo fatto una piacevola chicchierata con il trio per cercare di scovare curiosità in più su di loro e sul loro nuovo progetto.

SGW: Come nascono i Glue’s Avenue e a cosa fa riferimento il vostro nome?
GA: Roberto Bonazinga: I Glue’s Avenue nascono dall’idea mia e di Lorenzo di mettere in pratica le varie esperienze musicali raccolte negli ultimi anni.
L’idea iniziale era di collaborare con vari cantanti di vario genere ampliando il repertorio il più possibile e così è stato, nel primo anno abbiamo suonato oltre che con Andrea con Eleonora Amerio e Matteo Ercole, poi abbiamo trovato più continuità con Andrea ed abbiamo deciso di scrivere canzoni per incidere un album.
Il nome Glue’s Avenue è la traduzione della via in cui siamo cresciuti io e Lorenzo “Strada alla colla”
la colla è ovviamente inteso come collina, ma ci piaceva interpretarla come “la colla” che si attacca per via del suono Glues che suona un po’ come Blues.

SGW: Mi raccontate come siete riusciti ad arrivare a un lp intero in un solo anno?
GA: Lorenzo Spinozzi: il fluire dell’entusiasmo per il progetto è cresciuto esponenzialmente fin da subito,
dagli arrangiamenti studiati per creare un repertorio di cover, al consolidamento di un nostro sound. Alla fine dell’estate scorsa dopo un buon numero di concerti alle spalle, il momento di ragionare sul creare qualcosa di nostro è arrivato subito dopo in maniera spontanea.

SGW: Nel disco mi pare di sentire un elemento swing. Quali sono i vostri generi di riferimento?
GA: Roberto Bonazinga: Non abbiamo un genere in particolare, quando iniziammo la collaborazione con Andrea ci trasmise la passione per lo swing visto che è un appassionato di Sergio Caputo e dello swing anni 30. E’ bello che si senta l’influenza di questo stile visto che a parte in “Oddio che sveglia” non c’è nel disco un vero e proprio brano swing. Ci fa comunque piacere che si senta questo alone in tutto il disco.

SGW: Mi sembra che “Oggi che tempo fa” si distacchi un po’ dal clima del disco: come nasce?
GA: Andrea Arnaldi : Si esatto , è stato volutamente messo come ultimo brano nel disco proprio perché rispecchia un clima diverso, una “quiete” dopo la tempesta. Da notare anche l’arrangiamento , voce chitarra e basso elettrico , molto intimo , che si conclude con una parte di contrabbasso ed archetto umile e toccante . La canzone nasce dopo un viaggio ,con spunti di riflessione sul mio essere di allora ( è una canzone rispolverata dal cassetto di circa 5 anni fa), forse un ragazzo un po’ disilluso dall’amore, ma speranzoso di trovare ancora energia in ciò che lo circonda.

SGW: Questo disco è la fotografia di questo momento oppure la collezione di tante canzoni scritte nel corso del tempo?
GA: Roberto Bonazinga: diciamo che è un po’ tutt’e due le cose, ovvero alcuni brani sono stati scritti circa 10 anni fa da Andrea e sono rimasti chiusi nel “cassetto” per tutti questi anni (Febbre, Oddio che sveglia, Il ventilatore e Oggi che tempo fa) altri invece sono la fotografia di questo momento che descrivono sensazioni e un po’ il nostro breve percorso, (Gally, Walzer di Castellane, Mauro si sposa, L’antiestetico)

SGW: Avete suonato a Casa Sanremo quest’anno: che tipo di esperienza è stata?
GA: Roberto Bonazinga: E’ stata una bella esperienza, breve ma intensa, abbiamo presentato 3 canzoni, il tempo di salire sul palco, iniziare a divertirsi e già bisogna scendere, è stato bello così.

SGW:Dove possiamo vedervi dal vivo prossimamente?
GA: Andrea Arnaldi :Dopo la tempesta festivaliera potrete sicuramente trovarci nei locali della riviera cui siamo più affezionati :
Ristorante e Tempio della Canzone di Erio a Vallecrosia, L.A. Yoguteria di Mentone in Place Fornari, Ristorante Salsadrena Sanremo,il Pico Centrale di Sanremo….. e poi insomma seguiteci sui SOCIAL 😀 troverete tutti gli appuntamenti !